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Gennaio 13, 2017 | 
Il diritto di famiglia è strettamente legato ai tempi perché materia sociale, nel senso che scaturisce dal modo in cui la famiglia stessa si atteggia nel quotidiano e viene percepita sul piano dei prevalenti giudizi di valore. Nascono così due realtà familiari alternative al matrimonio.

Unione Civile

È quella formazione sociale costituita – mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni – da due persone maggiorenni dello stesso sesso, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale.

Amministrazione di sostegno, interdizione e inabilitazione

Nella scelta dell’amministratore di sostegno il giudice tutelare preferisce, ove possibile, la parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. L’interdizione e l’inabilitazione possono essere promosse anche dalla parte dell’unione civile, la quale può presentare istanza di revoca quando ne cessa la causa.

Scioglimento dell'unione civile

Diversamente dal matrimonio, ove è prevista la fase della separazione come propedeutica a quella del divorzio, la L. n. 76 del 20 maggio 2016 (Legge Cirinnà) prevede lo scioglimento diretto dell’unione civile. Gli uniti dovranno manifestare, anche disgiuntamente, la volontà di sciogliere la loro unione dinanzi all’ufficiale di stato civile. Decorsi tre mesi da tale manifestazione di volontà, potranno proporre la domanda di scioglimento della loro unione.

Convivenza

Si intendono per «conviventi di fatto» due persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimoni o da un’unione civile.

Costituzione e Accertamento

Elemento costitutivo della convivenza di fatto e la «stabile convivenza»: strumento di accertamento di questo requisito è la verifica anagrafica.

Contratto di convivenza

I conviventi di fatto possono disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune con la sottoscrizione di un contratto di convivenza. Il contratto non ha efficacia costitutiva della convivenza di fatto: è una facoltà dei conviventi.

Misure di protezione degli adulti vulnerabili

Il convivente di fatto può essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno, qualora l’altra parte sia dichiarata interdetta o inabilitata ai sensi delle norme vigenti.

Risoluzione del contratto di convivenza

Il contratto di convivenza può risolversi per accordo delle parti, recesso unilaterale, morte di uno dei conviventi, matrimonio o unione civile tra conviventi o tra un convivente e altra persona.

Alimenti

In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice stabilisce il diritto del convivente di ricevere dall’altro convivente gli alimenti qualora versi in stato di bisogno e non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento.

Rilascio/Rinnovo e revoca del passaporto dell'ex unito o convivente

Il genitore che si vuole recare all’estero da solo o con il figlio minore e che manca dell’assenso dell’altro genitore per il rilascio e/o il rinnovo del proprio passaporto, deve rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione. È importante sapere che il passaporto di uno dei genitori può anche essere revocato, su richiesta dell’altro, quando l’obbligato al mantenimento dei minori non sia in grado di provare il suo adempimento.

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