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Gennaio 12, 2017 | 
Costituisce un rimedio e un diritto di ciascuno al venir meno dell’affectio coniugalis. Ha due diverse funzioni ovvero due anime contrastanti: quella di tenere vivo, ancorché sospeso, il vincolo coniugale nella speranza di farlo tornare alla sua piena forza con la riconciliazione, e quella di predisporre il successivo scioglimento del vincolo, anticipandone alcuni aspetti. A volte costituisce una situazione durevole alternativa al divorzio.

Separazione consensuale

È il caso dei coniugi che si accordano per iscritto su tutte le conseguenze economiche, patrimoniali e personali che scaturiscono dalla separazione (questioni patrimoniali, assegno di mantenimento per il coniuge più debole e per i figli, affidamento della prole, diritti di visita, assegnazione della casa coniugale). È un accordo che viene stipulato con l’assistenza di uno o due avvocati (a seconda che i coniugi abbiano deciso di farsi assistere o meno dal medesimo professionista), ma per divenire efficace deve essere omologato dal Tribunale con apposito provvedimento. Tra le forme di separazione dei coniugi che ancora oggi si svolgono all’interno delle aule di giustizia, la separazione consensuale è sicuramente quella privilegiata dall’ordinamento, sia per la minore conflittualità che si viene normalmente ad instaurare fra le parti (peraltro con notevoli riflessi positivi anche in merito ai rapporti con eventuali figli), sia perché presenta forme procedurali decisamente più celeri e snelle.

Separazione con negoziazione assistita

È una ulteriore modalità per concludere una separazione di tipo consensuale. La negoziazione assistita consiste in un accordo (c.d. convenzione di negoziazione) raggiunto tra le parti tramite l’assistenza di due differenti avvocati. È un tipo di procedura applicabile sia in assenza che in presenza di figli minori o di figli maggiorenni, incapaci, portatori di handicap grave ovvero economicamente non autosufficienti. Una volta autorizzato, tale accordo è equiparato ai provvedimenti giudiziali che definiscono gli analoghi procedimenti in materia.

Separazione giudiziale

Quando non vi è accordo tra i coniugi sulle modalità della loro separazione personale, ciascuno di essi può richiedere la c.d. separazione giudiziale. In questo caso, sarà il giudice, sulla base delle due diverse proposte presentate dalle parti, a disciplinare e regolamentare ogni aspetto inerente la gestione dei loro rapporti personali e patrimoniali, ivi comprese le disposizioni inerenti i figli.

Separazione internazionale

Riguarda quelle coppie con nazionalità comune o di nazionalità diversa (c.d. coppie miste) che per motivi di lavoro o altro risiedono o si trasferiscono in un uno Stato membro o anche terzo, diverso da quello dove hanno contratto matrimonio.

Assegnazione della casa familiare

Il diritto di abitazione nella casa familiare deve essere attribuito tenendo prioritariamente conto dell’interesse dei figli (minori o maggiori, ma non economicamente autosufficienti). Il fine è quello di scongiurare loro ulteriori traumi, evitando trasferimenti che possano stravolgere la loro vita anche all’esterno (scuola, amici, hobbies). Del vantaggio conseguente al godimento della casa familiare il giudice tiene conto al momento di regolare i rapporti economici tra genitori e in sede di regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Mantenimento dei figli

Entrambi i genitori sono tenuti al mantenimento dei figli in misura proporzionale al reddito di ciascuno; il giudice, se necessario, dispone la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, per la cui determinazione occorrerà tener conto delle attuali esigenze del figlio, del tenore di vita goduto dallo stesso in costanza di convivenza con entrambi i genitori, delle risorse economiche di questi ultimi nonché dei tempi di permanenza presso ciascun genitore. Pertanto, alla stregua delle attuali disposizioni di legge, la fissazione di un assegno a carico di uno dei genitori sarà eventuale e avrà una funzione perequativa, volta cioè a compensare le differenze di reddito tra gli ex coniugi.

Mantenimento del coniuge

Il coniuge al quale non sia stata addebitata la separazione, ha diritto a un assegno di mantenimento dall’altro qualora provi di non avere redditi propri che gli consentano di conservare il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.

Modifica delle condizioni di separazione

Le condizioni della separazione stabilite nei provvedimenti adottati dal giudice in sede di separazione giudiziale, così come gli accordi raggiunti in sede di separazione consensuale, sono sempre suscettibili di modifica purché sopravvengano nuovi motivi rispetto al tempo della pronuncia giudiziale.

Recupero crediti

Qualora l’obbligato non versi l’importo stabilito è possibile agire esecutivamente nei suoi confronti o nei confronti di chi è suo debitore (ad esempio il datore di lavoro o una banca), per ottenere il pagamento dovuto. Inoltre, al fine di tutelare il legittimo diritto riconosciuto con sentenza, è possibile chiedere idonea garanzia di natura reale o personale, oppure il sequestro dei beni del coniuge obbligato.

Rilascio/Rinnovo e revoca del passaporto del coniuge

Il genitore che si vuole recare all’estero da solo o con il figlio minore e che manca dell’assenso dell’altro genitore per il rilascio e/o il rinnovo del proprio passaporto, deve rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione.
È importante sapere che il passaporto di uno dei genitori può anche essere revocato, su richiesta dell’altro, quando l’obbligato al mantenimento dei minori non sia in grado di provare il suo adempimento.

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