thumb_img
Gennaio 11, 2017 | 
Segna definitivamente la fine del rapporto coniugale, ma anche delle reciproche aspettative successorie. Con il divorzio, gli ormai ex coniugi riacquistano lo status di “liberi” e possono contrarre nuove nozze.

Divorzio congiunto e giudiziale

Anche il procedimento di divorzio può seguire due percorsi alternativi, a seconda che vi sia o meno consenso tra i coniugi: si parla di divorzio congiunto, quando c’è accordo dei coniugi su tutte le condizioni da adottare (in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi). Può essere concluso innanzi al Tribunale o per il tramite di una negoziazione assistita (tramite l’assistenza di due differenti legali).
Si è nell’ipotesi del divorzio giudiziale, quando non c’è accordo sulle condizioni (in questo caso il ricorso può essere presentato anche da un solo coniuge).

Divorzio internazionale

Riguarda quelle coppie con nazionalità comune o di nazionalità diversa (c.d. coppie miste) che per motivi di lavoro o altro risiedono o si trasferiscono in un uno Stato membro o anche terzo, diverso da quello dove hanno contratto matrimonio.

Tempistiche per richiedere il divorzio

Con l’entrata in vigore (26 maggio 2015) della Legge sul divorzio breve (L. n. 55 del 6 maggio 2015), per divorziare s’impiegherà molto meno tempo. Sono previsti essenzialmente due termini diversi a seconda della tipologia di separazione. Il termine è di sei mesi in caso di separazione consensuale; di dodici mesi in caso di separazione giudiziale. Pertanto il discrimine temporale più o meno lungo, dei sei ovvero dodici mesi, dipende dalle concrete modalità con la quale si è giunti alla separazione personale dei coniugi.

Mantenimento dei figli

Entrambi i genitori sono tenuti al mantenimento dei figli in misura proporzionale al reddito di ciascuno; il giudice, se necessario, dispone e/o conferma la corresponsione di un assegno periodico tenuto conto delle attuali esigenze del figlio, del tenore di vita goduto dallo stesso in costanza di convivenza con entrambi i genitori, delle risorse economiche di questi ultimi nonché dei tempi di permanenza presso ciascun genitore.

Mantenimento dell'ex coniuge (assegno divorzile)

L’assegno divorzile ha una funzione sostanzialmente assistenziale. È riconosciuto a quel coniuge che provi di non essere in grado di mantenere lo stesso tenore di vita goduto in costanza di matrimonio.
L’assegno divorzile può essere versato mensilmente, oppure liquidato in una sola soluzione (c.d. assegno una tantum), previo accertamento del tribunale sulla congruità della somma offerta. L’assegno si estingue al momento in cui colui che lo percepisce passa a nuove nozze o qualora colui che è obbligato a versarlo muore o fallisce.

Accordo una tantum

Nel caso in cui l’obbligo patrimoniale che un ex coniuge si assume nei confronti dell’altro è liquidato in un’unica soluzione, viene meno qualunque diritto della parte che lo ha ricevuto ad ulteriori richieste di natura economica. In tal caso il coniuge non potrà vantare alcun diritto neanche in ambito successorio.

Modifica delle condizioni di divorzio

Le condizioni del divorzio sono sempre suscettibili di modifica o revoca su istanza di uno o entrambi gli ex coniugi purché sopravvengano nuove circostanze rispetto al tempo della pronuncia giudiziale.

Diritto al TFR

La legge sul divorzio prevede a favore dell’ex coniuge – titolare di un assegno divorzile e che non sia passato a nuove nozze – una percentuale della indennità di fine rapporto percepita dall’altro coniuge all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Tale percentuale è fissata nella misura del 40% del TFR totale riferibile agli anni in cui il rapporto di lavoro è coinciso con il matrimonio e ha riguardo, dunque, a quella parte della retribuzione che, destinata al sostegno del nucleo durante la convivenza dei coniugi, viene percepita in forma differita.

Recupero crediti

Qualora l’obbligato non versi l’importo stabilito è possibile agire esecutivamente nei suoi confronti o nei confronti di chi è suo debitore (ad esempio il datore di lavoro o una banca), per ottenere il pagamento dovuto. Inoltre, al fine di tutelare il legittimo diritto riconosciuto con sentenza, è possibile chiedere idonea garanzia di natura reale o personale, oppure il sequestro dei beni dell’ex coniuge obbligato.

Rilascio/Rinnovo e revoca passaporto dell'ex coniuge

Il genitore che si vuole recare all’estero da solo o con il figlio minore e che manca dell’assenso dell’altro genitore per il rilascio e/o il rinnovo del proprio passaporto, deve rivolgersi al giudice tutelare per ottenere l’autorizzazione.
È importante sapere che il passaporto di uno dei genitori può anche essere revocato, su richiesta dell’altro, quando l’obbligato al mantenimento dei minori non sia in grado di provare il suo adempimento.

Contattaci

Riferimenti dello Studio

Il nostro personale è a tua disposizione per qualsiasi informazione o chiarimento ai seguenti recapiti:

  • Tel: +39 02 56.56.78.98
  • Fax: +39 02 21.11.28.08
  • Email: info@studiolegaleidotta.it
  • Web: www.studiolegaleidotta.it
  • Indirizzo: Corso di Porta Vittoria 17, 20122 Milano
Top